# Come creare un moodboard del brand che porti da qualche parte

[Canonical HTML page](https://gradiently.design/it/guide/brand-moodboard)

Quasi tutti i moodboard sono un mucchio di belle immagini che non diventano mai un brand. Questo metodo trasforma il tuo in una direzione con un nome, una palette e un insieme di materiali con cui puoi davvero progettare.

## The short version

- Un moodboard del brand è una selezione curata di immagini, colori, texture, caratteri e parole che mostra come dovrebbe sentirsi un brand prima che venga progettato qualsiasi cosa.
- Un moodboard utile finisce in decisioni: una direzione con un nome, una palette, materiali e tipografia, non una cartella di ispirazioni.
- Il metodo ha cinque passi: raccogliere molto, raggruppare in direzioni, tagliare senza pietà, dare un nome alla direzione vincente e tradurla in scelte di design.
- Tagliare è il passo più importante, perché un moodboard che tiene tutto non descrive nessun brand in particolare.
- Prova la direzione su formati reali, come un post e una storia, prima di impegnarti.

Un **moodboard del brand** è una raccolta curata di immagini, colori, texture, caratteri e parole che mostra come dovrebbe sentirsi un brand prima che venga progettato qualsiasi cosa. Quelli che portano da qualche parte seguono un percorso chiaro: raccogliere molto, raggruppare ciò che hai trovato in direzioni, tagliare senza pietà, dare un nome alla direzione che tieni, poi tradurla in una palette, in materiali e in una tipografia che puoi usare. Il moodboard è finito quando ha preso delle decisioni, non quando è bello da vedere.

Di solito arriva presto nella [creazione di un’identità di brand](https://gradiently.design/it/guide/how-to-create-a-brand-identity), dopo che sai per cosa si batte il brand e prima che qualcuno disegni un logo. Se non hai ancora scelto qualche parola per il carattere del tuo brand, parti dalla [personalità del brand](https://gradiently.design/it/guide/brand-personality): quelle parole diventano il tuo filtro.

## A cosa serve un moodboard del brand

Un moodboard è uno strumento per mettersi d’accordo. Permette a un fondatore, a un designer e a un team di indicare le stesse immagini e dire «questo sì, quello no» molto prima che qualcuno discuta di un logo. Funziona solo se la tavola è abbastanza specifica da escludere qualcosa.

### Non porta da nessuna parte

- Sessanta immagini, tutte tenute
- Più atmosfere che tirano in direzioni diverse
- Solo lavori finiti di altri brand
- Nessuna parola sopra
- Finisce come cartella condivisa

### Porta da qualche parte

- Da dodici a venti immagini, ognuna con un motivo per esserci
- Una direzione, con un nome chiaro
- Texture, luce, luoghi e oggetti, non solo logo
- Tre parole e una frase
- Finisce come palette, materiali e tipografia

## Come creare un moodboard del brand, passo per passo

1. **Raccogli molto** Metti insieme molto più di quanto ti serva, in fretta e senza giudicare. Guarda oltre il design: interni, packaging, fotogrammi di film, tessuti, meteo, insegne di strada, cibo. Salva tutto ciò che ti fa sentire ciò che il brand dovrebbe far sentire.
2. **Raggruppa in direzioni** Disponi tutto e raggruppa le immagini che sembrano imparentate. La maggior parte delle raccolte si divide in tre o quattro gruppi. Dai a ciascuno un nome di lavoro, come «argilla calda» o «studio freddo».
3. **Taglia senza pietà** Scegli il gruppo che corrisponde meglio al carattere del tuo brand, poi elimina tutto ciò che al suo interno tira altrove. Tieni le dodici o venti immagini più forti. È qui che il moodboard diventa utile.
4. **Dai un nome alla direzione** Scrivi tre parole e una frase che la descrivano. La frase deve dire come si sente il brand e cosa non è.
5. **Traducila** Ricava una palette, uno o due materiali, una voce tipografica e qualche abitudine di impaginazione. Diventano la prima pagina della tua [guida di stile del brand](https://gradiently.design/it/guide/brand-style-guide).

## Raggruppa le immagini in direzioni

Raggruppare è più facile se riduci ogni gruppo alla sua essenza. Un modo rapido è riassumere ogni gruppo in un unico gradiente costruito con i suoi colori più frequenti. Affiancate, le direzioni diventano evidenti, e lo diventano anche quelle che non c’entrano con il brand.

- Argilla calda: `linear-gradient(160deg, #2b1a12 0%, #b85c38 45%, #ead7c0 100%)`
- Studio freddo: `linear-gradient(160deg, #1e2530 0%, #5b6b7d 50%, #dfe7ee 100%)`
- Giardino di notte: `linear-gradient(160deg, #0f1f17 0%, #2f5d46 50%, #8e5a8a 100%)`
- Mercato al sole: `linear-gradient(160deg, #fff4d6 0%, #ffc857 50%, #ff7b54 100%)`

Quattro gruppi da un’unica raccolta, ciascuno riassunto in un gradiente. Solo uno dei quattro va bene per un dato brand.

Se un gruppo vive nelle foto, puoi estrarne direttamente i colori. [Creare una palette di colori da un’immagine](https://gradiently.design/it/guide/color-palette-from-image) spiega come, e [Abbina un’immagine](/forge/match) di Gradiently trasforma un’immagine trascinata nella sua palette e nei Mark più vicini.

## Dai un nome alla direzione con le parole

Le immagini si prestano a più interpretazioni; le parole le restringono. Tre parole descrivono la sensazione. La frase aggiunge il confine, ciò che il brand non deve mai diventare. È quel confine a impedire alla direzione di scivolare via più avanti.

| Direzione | Tre parole | Non è |
| --- | --- | --- |
| Argilla calda | Terrosa, paziente, fatta a mano | Cliché rustico o kitsch da casolare |
| Studio freddo | Preciso, quieto, tecnico | Clinico o asettico |
| Giardino di notte | Rigoglioso, riservato, un po’ strano | Gotico o cupo |
| Mercato al sole | Aperto, generoso, chiassoso | Infantile o da discount |

La colonna «Non è» lavora quanto le parole. Quasi tutte le direzioni falliscono scivolando nel proprio cliché.

## Trasforma il moodboard in palette e materiali

Ora rendilo concreto. Preleva i colori ricorrenti dalle immagini che hai tenuto e riducili a cinque: uno scuro, uno chiaro, due colori principali e un accento da usare con parsimonia. Poi dai un nome ai materiali che continuano a comparire, perché i materiali portano nell’atmosfera quanto il colore. Una direzione argilla calda, per esempio, potrebbe fermarsi qui.

- Espresso: #2b1a12
- Terracotta: #b85c38
- Argilla cotta: #d98f6b
- Sabbia: #ead7c0
- Accento oliva: #6b7a3a

La direzione argilla calda come palette di lavoro. L’accento oliva compare di rado, ed è per questo che verrà ricordato.

- **Materiali:** grana di carta opaca, ceramica non smaltata, luce naturale morbida invece della luce da studio.
- **Voce tipografica:** un serif caldo per i titoli, un sans semplice per tutto il resto.
- **Abitudini di impaginazione:** margini generosi, parole in basso, molto spazio calmo.

I materiali sono la parte che la maggior parte dei moodboard dimentica. Una texture come grana, carta o seta cambia il modo in cui gli stessi colori si percepiscono; la [texture nei gradienti](https://gradiently.design/it/guide/gradient-texture) ne spiega le possibilità.

## Prova la direzione su formati reali

Una direzione che sulla tavola sembra giusta può risultare sbagliata su un post vero. Prima di impegnarti, realizza due o tre design reali con essa: un post per il feed, una storia, un’intestazione. Se sembrano fatti per stare insieme e non assomigliano a nessun altro, il moodboard ha fatto il suo lavoro.

Un post editoriale verticale intitolato Elogio delle mattine lente su uno sfondo caldo e texturizzato

La direzione su un post per il feed…

Una storia verticale con la scritta Ciao, vicino sullo stesso sfondo caldo e texturizzato

…e su una storia. Se entrambi sembrano il moodboard, la direzione regge.

> **Conserva le immagini scartate** Salva i gruppi che hai scartato in una cartella a parte. Quando più avanti qualcuno propone uno stile che devia, puoi mostrargli la direzione che avevi già escluso, e perché.

## FAQ

### Cosa deve includere un moodboard del brand?

Immagini, texture, colori, esempi di caratteri e poche parole. Includi luoghi, oggetti e materiali, non solo design finiti di altri brand.

### Quante immagini deve avere un moodboard?

Raccogline quante vuoi, poi riduci a circa dodici o venti che condividono chiaramente una direzione. Meno immagini, ma più forti, portano a decisioni più chiare.

### Cosa viene dopo il moodboard del brand?

Traducilo in palette, materiali, tipografia e abitudini di impaginazione, provali su formati reali, poi registrali in una guida di stile del brand.

### Un moodboard può avere più di una direzione?

Mentre esplori, sì: raggruppa in tre o quattro. Il moodboard finale deve sceglierne una, tenendo a parte le direzioni scartate come riferimento.

### Come ricavo una palette di colori da un moodboard?

Preleva i colori ricorrenti dalle immagini tenute e riducili a circa cinque: uno scuro, uno chiaro, due colori principali e un accento.
