In breve
- I buoni font per titoli hanno forme chiare, pesi marcati e abbastanza carattere da essere riconosciuti a colpo d’occhio.
- I caratteri condensati come Anton e Bebas Neue contengono parole lunghe a grandi dimensioni, il che va bene per poster e miniature.
- Le grazie ad alto contrasto come Playfair Display e DM Serif Display danno ai titoli un tono editoriale e raffinato.
- Un font per titoli di solito si abbina a un font più discreto per il testo, come Inter o DM Sans, per tutto il resto.
- I titoli scritti in grande di solito richiedono una spaziatura e un’interlinea un po’ più strette di quelle predefinite del font.
In questa pagina
I migliori font per titoli sono quelli che si leggono con un solo sguardo a grandi dimensioni e che portano un tono chiaro: sans serif condensati come Anton o Bebas Neue per l’impatto, grotteschi pesanti come Archivo Black per il peso e grazie ad alto contrasto come Playfair Display o DM Serif Display per l’eleganza. Sono tutti gratuiti su Google Fonts. Quello giusto dipende meno dal gusto che dal compito: quante parole, quanto spazio e che sensazione deve dare il titolo.
Cosa rende buono un font per titoli
- Forme chiare a colpo d’occhio. Controforme aperte e lettere distinte, così le parole si leggono prima che l’occhio si fermi.
- Peso in abbondanza. Una famiglia con bold, extra bold o black, perché i titoli sui telefoni richiedono tratti pesanti.
- Buona spaziatura e crenatura predefinite. Le lettere grandi ingigantiscono ogni vuoto; i font ben fatti richiedono meno correzioni. Vedi la crenatura.
- Un tono in linea con il messaggio. Forte, calmo, lussuoso o tecnico. Il font lo dice prima delle parole.
- La larghezza giusta per il tuo spazio. I caratteri condensati contengono parole lunghe in formati stretti; quelli larghi vanno bene per parole brevi con spazio intorno.
I migliori font gratuiti per titoli, per stile
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Qualche nota utile prima di scegliere. Bebas Neue ha solo maiuscole, quindi va bene per frasi brevi gridate più che per periodi. Oswald è una rielaborazione dello stile classico Alternate Gothic e ha diversi pesi, il che lo rende più flessibile di Anton. Fraunces è un font variabile con assi per la morbidezza e una modalità «wonky» giocosa, quindi una sola famiglia può passare dal netto al coccolone. Syne diventa nettamente più largo nei pesi più pesanti, il che dà a un titolo audace una vera presenza.
Parole brevi e gridate in maiuscolo: il registro per cui è fatto un carattere condensato come Anton o Bebas Neue.
Un titolo editoriale vuole l’opposto: una serif ad alto contrasto come Playfair Display rallenta il lettore e comunica cura.
Come scegliere un font per titoli
- 1
Scrivi prima il titolo vero
Prova con le tue parole reali, non con il testo di esempio del font. Un carattere che sta benissimo su «Hamburgefonts» può sembrare strano sul nome del tuo brand.
- 2
Misura lo spazio
Un titolo lungo in un formato stretto, come una storia o un pin, richiede un carattere condensato. Righe brevi in formati larghi possono permettersene uno più largo.
- 3
Abbina il tono al messaggio
Scrivi tre parole per come deve sembrare il titolo. Preseleziona solo font che le rispettano tutte e tre.
- 4
Prova alla dimensione reale più piccola
Riduci il design alla dimensione del telefono o a una miniatura in griglia. I tratti sottili e le controforme strette cedono per primi.
- 5
Abbinalo a un font discreto per il testo
Scegli un carattere calmo e leggibile per il testo di supporto, così il titolo resta la cosa più forte della pagina.
Abbinare i font per titoli al testo
Un font per titoli è uno specialista. Brilla a 90 px e stanca l’occhio a 16 px. Abbinalo a un cavallo di battaglia che si legge bene nei paragrafi e non dà nell’occhio. Gli abbinamenti più sicuri contrastano in un modo chiaro, di solito serif contro sans, oppure condensato contro larghezza normale. L’abbinamento dei font spiega i principi e gli abbinamenti di Google Fonts ha molte altre combinazioni.
Perché funziona
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Come impostare il testo dei titoli: corpo, spaziatura e interlinea
Anche il font giusto sembra debole con le impostazioni predefinite. Le lettere grandi richiedono una spaziatura e un’interlinea più strette del testo e meno parole. In pratica significa una spaziatura tra le lettere intorno a meno 0,01 o meno 0,03 em e un’interlinea intorno a 1,0 o 1,1. In un post social da 1080 px un titolo sta di solito tra 90 e 140 px; il corpo del testo per i post Instagram ha la scala completa.
Da evitare
- Un peso leggero per il titolo principale su un telefono
- Font script o decorativi per titoli lunghi
- Interlinea predefinita su un titolo di tre righe
- Due font display diversi in un solo design
- Dodici parole in corpo da titolo
Da fare
- Da semibold a black per social e miniature
- Un carattere display per l’impatto, un sans per i dettagli
- Interlinea vicina a 1,05 per le righe impilate
- Un solo carattere per i titoli, usato con coerenza
- Da cinque a otto parole, tagliate finché fa male
<link rel="preconnect" href="https://fonts.googleapis.com">
<link rel="preconnect" href="https://fonts.gstatic.com" crossorigin>
<link href="https://fonts.googleapis.com/css2?family=Anton&family=Inter:wght@400;600&display=swap" rel="stylesheet">
<style>
h1 {
font-family: "Anton", "Arial Narrow", sans-serif;
font-size: clamp(2.75rem, 7vw, 6rem);
line-height: 1.02;
letter-spacing: -0.01em;
}
body {
font-family: "Inter", system-ui, sans-serif;
}
</style>Conta anche lo sfondo. Un titolo pesante su un gradiente affollato può comunque spezzarsi dove il colore cambia dietro di esso. I Mark di Gradiently spostano la loro zona più calma dietro le tue parole e scelgono inchiostro chiaro o scuro riga per riga, e i trattamenti Lettering, come Contorno, Incisione ed Estrusione, danno al titolo una presenza in più senza riquadri né ombre. Per le lettere grandi sui poster, vedi i font display e i font bold; per le miniature, il testo nelle miniature.
Le domande più frequenti
Qual è il miglior font per i titoli?
Dipende dal compito. Anton o Bebas Neue vanno bene per titoli forti e brevi; Playfair Display o DM Serif Display per quelli editoriali; Montserrat o Outfit per quelli amichevoli e puliti.
I Google Fonts sono gratuiti per uso commerciale?
I font di Google Fonts sono rilasciati con licenze aperte, per lo più la SIL Open Font License, che consentono l’uso commerciale. La pagina di ogni font su Google Fonts mostra la sua licenza, quindi controllala prima di farci affidamento. La licenza dei font spiega i dettagli.
I titoli devono essere serif o sans serif?
Va bene entrambi. I sans serif sembrano diretti e moderni; i serif editoriali e raffinati. Scegli in base al tono che vuoi, poi abbina l’opposto per il testo.
Che dimensione deve avere un titolo?
In un post social da 1080 px, circa da 90 a 140 px. In un sito, circa da 2,5 a 4 volte il corpo del testo, a seconda della tua scala tipografica.
Posso usare due font per titoli in un solo design?
Raramente è una buona idea. Un carattere display più uno calmo per il testo dà una gerarchia più chiara e sembra più voluto.
Scritto da Gradiently
Il team dietro Gradiently, uno strumento di design costruito attorno ai Mark: gradienti vivi che fanno sembrare tuo tutto ciò che progetti.
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