In breve
- I font retrò sono caratteri che richiamano un decennio preciso, e gli anni 70, 80 e 90 hanno ciascuno un gruppo riconoscibile.
- Gli anni 70 sono definiti da serif morbidi e pesanti e da sans geometrici arrotondati come Cooper Black e ITC Avant Garde Gothic.
- Il look anni 80 nasce da sans tecnologici larghi, lettering cromato, inline al neon e font a pixel dei videogiochi da sala e dei computer di casa.
- Gli anni 90 mescolano caratteri display grunge con i primi font pensati per gli schermi, come Verdana e Georgia.
- Un font retrò sembra una scelta e non un costume quando lo abbini a un carattere moderno semplice e lo usi per poche parole grandi.
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I font retrò sono caratteri che portano l’aspetto di un decennio passato. Per gli anni 70 significa serif morbidi e massicci come Cooper Black e sans geometrici arrotondati; per gli 80, lettering tecnologico largo, inline al neon e caratteri a pixel; per i 90, display grunge accanto ai primi font progettati per gli schermi. Qui sotto trovi i caratteri che definiscono ogni decennio, Google Fonts gratuiti con licenze aperte che danno la stessa sensazione, e come usarli perché il risultato sembri ponderato e non nostalgico fine a sé stesso.
Prima una distinzione. Un font retrò è un carattere; un effetto retrò è ciò che fai alle lettere dopo, come un’estrusione o un secondo colore stampato fuori registro. Funzionano meglio insieme, e gli effetti di testo retrò tratta la seconda metà.
Font anni 70: morbidi, pesanti e caldi
Gli anni 70 amavano il peso e le curve. Il display era composto stretto, le lettere quasi si toccavano e le grazie si sciogliavano in gocce tonde. L’aspetto veniva dalla fotocomposizione, che permetteva di avvicinare le lettere più di quanto il piombo avesse mai consentito, e dal gusto per tutto ciò che sembrava amichevole e organico.
- Cooper Black: disegnato da Oswald Cooper negli anni 20, ma diventato il suono dei 70 su copertine di dischi e insegne. Grasso, morbido, impossibile da confondere.
- ITC Avant Garde Gothic: un sans geometrico uscito nel 1970, famoso per le coppie di maiuscole strette e sovrapposte nei titoli.
- ITC Benguiat e Souvenir: serif sinuosi e vivaci che ricordano le copertine dei tascabili e i titoli delle sitcom.
- Windsor: un serif edoardiano con curve pesanti e inclinate che tornò negli anni 70 e restò familiare dai titoli dei film.
Alternative gratuite: Fraunces è un serif variabile ispirato a quei morbidi display dei primi tempi, con un asse «wonky» che aggiunge il rimbalzo; Shrikhand è pesante e giocoso; Bagel Fat One dà la sensazione arrotondata e gonfia. Componili in una palette calda e il decennio arriva da solo; le palette di colori retrò ne offre altre tra cui scegliere.
Font anni 80: cromature, neon e pixel
Gli anni 80 si divisero in due direzioni. Una era il futuro visto da un registratore a cassette: sans larghi e squadrati, gradienti cromati, linee di velocità orizzontali e tubi al neon. L’altra era lo schermo stesso, dove le lettere erano costruite con i pochi pixel che un computer di casa o un cabinato potevano mostrare.
- Eurostile e Microgramma: sans larghi e squadrati degli anni 50 e 60 che negli 80 divennero un classico di tutto ciò che era high tech.
- ITC Machine e i caratteri stencil pesanti: il lato squadrato e industriale del look.
- Caratteri pixel e bitmap: i font dei cabinati e dei primi computer, dove ogni lettera sta su una griglia.
Alternative gratuite: Audiowide e Orbitron per il look tecnologico largo, Monoton per il lettering inline al neon, Press Start 2P, basato sui font dei videogiochi da sala dell’epoca, e VT323, ispirato a un terminale classico (altro in i font monospazio). I font pixel sembrano giusti solo a corpi che siano multipli interi della loro griglia, quindi ingrandiscili a gradini netti e non a una misura qualsiasi.
Font anni 90: grunge, rave e i primi font da web
Gli anni 90 diedero ai caratteri un bordo più ruvido. L’editoria da scrivania mise il software dei font nelle mani di tutti, e riviste e manifesti musicali risposero con lettering consumato, sovrapposto, volutamente rotto. Allo stesso tempo il web aveva bisogno di caratteri che funzionassero su schermi a bassa risoluzione, e ne uscirono alcuni dei font più usati di sempre.
- Caratteri grunge e consumati: lettere fotocopiate, erose e sovrastampate di riviste musicali e volantini.
- Caratteri rave e da club: lettere allungate, tecno e a bolle sui volantini delle serate.
- Verdana e Georgia: disegnati da Matthew Carter per gli schermi a metà anni 90, con minuscole grandi e spaziatura aperta.
- Comic Sans: uscito nel 1994 e ancora uno dei font più discussi di sempre.
- Trajan: un carattere di maiuscole classiche del 1989 che avrebbe intitolato moltissimi manifesti di film.
Alternative gratuite: Rubik Glitch e Rubik Wet Paint per un bordo rotto, Space Mono per un tocco appena tecnico da fanzine, e Bungee per i caratteri da insegna a tutto volume. Per un look nostalgico del web anni 90, spesso basta un serif da schermo con link azzurri sottolineati su fondo grigio.
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Come usare i font retrò senza sembrare in costume
Un intero design in un carattere d’epoca sembra un costume. Una sola parola d’epoca in un’impaginazione moderna sembra gusto. La differenza è quasi sempre la sobrietà.
- 1
Usa il carattere retrò solo per il titolo
Da due a cinque parole, grandi. I display retrò sono disegnati per le dimensioni grandi e si sfaldano nelle frasi.
- 2
Abbinalo a un sans moderno e discreto
Dettagli, date e prezzi vanno in un sans semplice. Il contrasto fa sembrare il carattere retrò voluto. L’abbinamento dei font ha combinazioni affidabili.
- 3
Prendi in prestito il colore del decennio, non solo le lettere
Un serif anni 70 in un blu freddo su bianco sembra confuso. Mettilo su marroni caldi e oro e all’improvviso ha senso.
- 4
Spaziali come faceva l’epoca
I titoli anni 70 erano composti stretti; i caratteri tecno degli 80 avevano la spaziatura larga. Imitare la spaziatura fa più di qualsiasi effetto. La spaziatura tra le lettere mostra come.
- 5
Aggiungi al massimo un trattamento
Un’estrusione o un secondo colore fuori registro completano il look. Due trattamenti su una parola sono il punto in cui scivola nella parodia.
La regola anni 70 in pratica: una sola parola breve e calda come titolo, dettagli semplici sotto.
Una serata anni 80 su un fondo scuro e luminoso: un titolo breve per il carattere display, dettagli semplici.
Font retrò nei post social e nei brand
I caratteri retrò si guadagnano il posto quando l’attività ha davvero un legame con l’epoca: un negozio di vinili, una tavola calda, un venditore di abbigliamento vintage, una band. Per tutti gli altri funzionano meglio come voce di una campagna, usata per una stagione o un lancio, e non come volto permanente del brand. Se scegli un carattere per il lungo periodo, leggi prima i font del brand.
Su un telefono i display retrò hanno bisogno di più corpo di un sans pulito, perché il loro dettaglio è ciò che li rende retrò e il dettaglio è la prima cosa che un piccolo schermo perde. Dagli un po’ più del solito corpo dei font per i post social, 100 px o più per un titolo in un post largo 1080 px, e controlla il post a grandezza reale sul telefono prima di pubblicare.
In Gradiently il brand kit (parte di Pro) contiene un font per i titoli e uno per il testo, e puoi caricare i tuoi file di font, così un carattere retrò per i titoli e uno moderno per il testo restano abbinati in ogni design. I trattamenti di lettering, come Estrusione, Doppio e Riso, aggiungono la finitura d’epoca senza trucchi di livelli, e ogni Mark mantiene leggibili le parole attenuando la zona dietro di loro.
Le domande più frequenti
Che font si usava negli anni 70?
Cooper Black, ITC Avant Garde Gothic, Souvenir e ITC Benguiat sono i caratteri più associati agli anni 70. Fraunces e Shrikhand sono alternative gratuite con una sensazione simile.
Quali sono buoni font anni 80 su Google Fonts?
Audiowide e Orbitron per il lettering tecnologico largo, Monoton per i caratteri inline al neon, e Press Start 2P o VT323 per gli stili pixel e da terminale.
Posso usare i Google Fonts retrò a fini commerciali?
La maggior parte dei Google Fonts è rilasciata con la SIL Open Font License, che consente l’uso commerciale in design, loghi e siti web ma non la vendita dei file del font da soli. Leggi la licenza indicata nella pagina di ogni font prima di farci affidamento.
Quale font si abbina bene a un font retrò?
Un sans serif semplice e moderno per dettagli e testo corrente. Il sans discreto fa sembrare il titolo retrò una scelta voluta.
Scritto da Gradiently
Il team dietro Gradiently, uno strumento di design costruito attorno ai Mark: gradienti vivi che fanno sembrare tuo tutto ciò che progetti.
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